ARTISTS

Salvatore Palazzo

Salvatore Palazzo, visual artist, graphic designer, advertising art director, with a deep passion and knowledge of the iconographic apparatus of contemporary pop culture, proceeds for montages of images, images that are rarely full figures, which preferably correspond to details, glimpses, faces of polyhedra, perceived glimmers in disadvantaged conditions of visibility.

Fragments of anatomical atlases, entomological details, film frames of the dark alternative culture, pop icons with graphic interventions in primary colors are the material of construction of disturbing but attractive images, which in a double “hysterical” movement attract and repel simultaneously, causing, as in Baroque paintings, a wander through the elements of the image where the gaze does not abandon itself to a simple assimilation, but is always engaged in terms of memory, conjecture, textual intelligence.

A voluntary use of pop style that refers to the easier metabolization of the image used as a pick to undermine the sensitivity of the “spectator” and insert the emotional perturbation, autobiographical node of the author.

“Images need to be truly alive, of a subject who, by assuming them, joins them. But in this meeting there is a mortal risk: that the images crystallize and turn into ghosts of which men become slaves and from which it is always necessary to free them.”

Giorgio Agamben, Ninfe – 2007

ARTISTI

Salvatore Palazzo

Conosciamo gli artisti che hanno partecipato al progetto Ink. In questa intervista scopriamo di più su Salvatore Palazzo – in arte SAV – artista visivo, graphic designer, art director pubblicitario. Le sue creature sono a tratti inquietanti ma rivelano un’anima poetica e profonda.

Se dovessimo presentarti come artista in 3 parole, di te dovremmo dire…

Freak, curioso e fiabesco (credo si possa dire).

Qual è la tua tecnica?

Negli ultimi anni la mia tecnica si è spostata al collage digitale, ma ho sempre pensato che la tecnica sia solo lo strumento con cui si elabora meglio ciò che si ha in testa.

Qual è il pensiero della tua opera?

Volevo metterci il cuore nel progetto e così letteralmente l’ho fatto, ho messo il simbolo di Milano che sono i piccioni con le loro ali e la forza dei denti per mordere la vita. Ovviamente ho scelto il rosso per la passione e il fuoco.

Cosa ti stimola creativamente?

Mi stimola tutto ciò che è inusuale e strano, che riveli il lato più cupo e autentico delle cose e delle persone.

Tra le varie tecniche che utilizzi per sperimentare, quale prediligi e quali di queste ti soddisfa maggiormente?

Sto ritornando ad usare gli acquerelli e le tempere, diciamo che la penna ad oggi è lo strumento che ho usato di più.

Quali sono gli artisti che maggiormente ti hanno influenzato e che più ammiri?

Gli artisti che più mi hanno ispirato sono Basquiat, Frida Kahlo, Goya, Vezzoli tra i contemporanei e che ho avuto il piacere di conoscere.

Cosa ti ha spinto a collaborare con Ink.?

Ho collaborato con Ink. perché credo molto nel progetto e conosco le teste che ci sono dietro che sono davvero forti e valide. Il fatto che si metta un mondo inesplorato su tessuto lo rende un bel progetto.

Cosa ti piace del progetto Ink.?

Mi piace il fatto che sia un collante con le diverse personalità e diversi artisti, il poter dar voce attraverso gli artisti al loro messaggio di esser se stessi ed esser forti.

Un consiglio spassionato ai giovani artisti: quale l’ingrediente fondamentale?

Essere curiosi e costanti, bisogna tenere duro sempre.

Raccontaci della tua ultima esibizione/mostra o quella che più ti sta a cuore tra tutte durante il tuo percorso artistico.

La mia ultima esibizione in ordine di tempo è stata l’11 gennaio e iniziare l’anno con una mostra è stupendo. Ho parlato in maniera più dolce del mio passato e dei ricordi legati ad esso, per la prima volta esponendo una figura che ho sempre tenuto per me e che ho sempre avuto timore di mettere su carta, mio nonno.

Vuoi rivelarci un anteprima dei prossimi eventi a cui parteciperai?

Oltre alla mostra di gennaio ci sarà durante l’anno un’altra esposizione a Milano con diverse collaborazioni. Rimetto le mani in un progetto che come me si continua ad evolvere che si intitola “MALE”: per me è più una terapia quella di tirar fuori la parte più “nera”.

Guarda l’intervista sul nostro canale IGTV

Biography.
Salvatore Palazzo, visual artist.

Salvatore Palazzo, artista visivo, graphic designer, art director pubblicitario, con una profonda passione e conoscenza dell’apparato iconografico della cultura pop contemporanea, procede per montaggi di immagini, immagini che raramente sono figure intere, che di preferenza corrispondono a dettagli, scorci, facce di poliedri, barlumi percepiti in condizioni svantaggiate di visibilità.

Frammenti di atlanti anatomici, particolari entomologici, frames di film della cultura alternativa dark, icone pop con interventi grafici in colori primari costituiscono il materiale di costruzione di immagini perturbanti ma attrattive, che in un doppio movimento “isterico” attraggono e repellono simultaneamente, causando, come nei dipinti barocchi, un vagare per gli elementi dell’immagine dove lo sguardo non si abbandona ad una semplice assimilazione, ma viene sempre impegnato in termini di memoria, congettura, intelligenza testuale.

Un uso volontario dello stile pop che rimanda alla più facile metabolizzazione dell’immagine usata come grimaldello per scardinare la sensibilità dello “spettatore” ed inserire la perturbazione emotiva, nodo autobiografico dell’autore.

“Le immagini hanno bisogno per essere veramente vive, di un soggetto che, assumendole, si unisca a loro. Ma in questo incontro è insito un rischio mortale: che le immagini si cristallizzano e si trasformino in spettri di cui gli uomini diventano schiavi e da cui sempre di nuovo bisogna liberarli.”

Giorgio Agamben, Ninfe – 2007

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